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CONNETTETEVI: L’INTERNET DELLE COSE È L’AVVENIRE DELLA MODA?

L’AVVENIRE DELLA MODA? CONNESSA!

Le tecnologie indossabili sono state fino ad oggi dominate dagli smartwatches e dai fans di fitness desiderosi di calcolare la loro velocità, la localizzazione e lo stato di salute del proprio corpo eventualmente per migliorarlo.

I creatori di moda sono intenti ad esplorare il potenziale dei sensori e della connettività via Internet per creare degli abiti e degli accessori che sono spesso belli ed intriganti oltre che intelligenti.

Immaginatevi un abito che luccica e brilla grazie a dei LED integrati nel tessuto e quindi risplende sulle passerelle. Questa è, ad esempio, la visione di Matt Drinkwater che gli ha permesso di lavorare con Disney, lo Studio XO e Richard Nicoll.

Drinkwater, professore del London College of Fashion, è alla testa della Fashion Innovation Agency ed ha designato il vestito di Campanellino come l’abito di “riferimento” della tecnologia bella ed indossabile.

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Vestito Fatina Campanellino

Creato in omaggio alla fatina della storia di Peter Pan, questo vestito è realizzato con dei materiali a fibre ottiche illuminati, quando si trova nell’oscurità, da LED.

Drinkwater conferma che questa forma di spettacolo diventerà sempre più abituale sulle passerelle della settimana della moda internazionale, così come sui Red Carpet durante le premiazioni delle celebrità, ma dice anche che resta ancora molto lavoro da fare.

L’abito per iPhone di Elie Tahari, mostrato alla Fashion Week di New York nel settembre 2014, ha rappresentato uno shock assoluto, a detto lui “Cinquanta telefoni che ricoprivano una tuta. Noi ci aspettiamo sempre che la moda connessa un giorno emergerà. Al momento quasi tutti gli abiti connessi sono stati concepiti nell’ambito del settore del benessere”.

Tuttavia, vi sono alcuni solisti britannici. Lauren Bowker di ‘The Unseen’ ha creato dei materiali che cambiano colore grazie a dei sensori, ed ha realizzato non solo un abito che ‘interpreta il magnetismo umano e le sue emozioni leggendo le onde cerebrali’, ma anche un copricapo, realizzato con 4000 pietre preziose, che legge l’attività cerebrale e che illustra gli umori dell’utilizzatore attraverso delle distinte colorazioni.

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Il copricapo di The-Unseen

 

Il marchio britannico Ada+Nik ha svelato fra le collezioni di quest’anno, a Londra, un vestito in cuoio costruito con una “Clip Narrative Camera”.

“Ada ed io ci siamo resi conto che nel tempo alcune esperienze umane si perdono ed è per questo che abbiamo deciso di documentarle attraverso i nostri telefoni o dispositivi mobili” ha detto Nik Thakkar.

L’abito permette, a colui che lo indossa, di vivere l’istante di prima mano e di documentarlo agli altri allo stesso tempo.

CuteCircuit, che ha la sua sede a Londra, ha realizzato dei vestiti illuminati che possono affiggere dei Tweets, una specie “di camicetta che fa le coccole” che si connette via Bluetooth e che vi permette di inviare una coccola a distanza a qualcuno che porta la stessa camicia, ed una t-shirt programmabile che ha uno schermo di 1024 pixels, camera integrata, un microfono e degli altoparlanti, che vi permette di mostrare degli aggiornamenti di stato, delle canzoni e delle fotografie.

“Nella nostra ultima collezione abbiamo introdotto una serie di gonne e di vestiti in seta sottile. Essi contengono dei tessuti intelligenti e LED che cambiano di colore animati dal vostro smartphone tramite applicazioni” ha aggiunto Francesca Rosella direttore capo e cofondatrice di Cute Circuit.

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Francesca Rosella con cofondatore CuteCircuit

 

Questo significa che in pochi secondi, potete scaricare modelli animati interamente nuovi inviarli alla vostra gonna e vestirvi così con un effetto visivo completamente differente.

Drinkwater ha anche parlato dei bijoux connessi di Kovert, con sede a Shoreditch, che avvertono delle notificazioni tramite vibrazione, ed anche del braccialetto Netatmo che segue lo stato della vostra esposizione al sole.

Quest’anno Intel ha in cantiere il progetto del vestito definito ‘Spider Dress’ (abito del ragno), che combina l’uso di sensori e della robotica per mostrare come si sente chi lo porta. Esso raccoglie dei segni biometrici per stabilire come l’utente reagisce, sottolineando ad esempio quando qualcuno è troppo vicino a voi e ciò vi rende nervosi, o quando, al contrario, siete voi a cedere il passo in maniera amichevole ed il tutto grazie a dei sensori di prossimità.
Quest’abito è stato creato dall’artista danese Anouk Wipprecht.

“L’abito del ragno è un vera opera d’arte. Ho creato un vestito molto estetico realizzandolo in maniera geniale e funzionale” ha dichiarato la stessa Anouk. La creatrice, scherzando con un amico, ha manifestato la sua intenzione di indossare questo abito su una carrozza di metro piena di gente ed immaginando che il vestito cominciasse a lampeggiare di rosso: “Io non so se faro realmente ciò, ma allo stesso tempo penso che è essenziale mostrare come l’utilizzatore interagisce con il resto del mondo mostrando le proprie sensazioni ed emozioni a tutti”. Portare letteralmente il proprio cuore sulla propria manica.

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Spider Dress di Anouk Wipprecht

E dopo?

Più sensori ci saranno, più abiti come lo Spider di Intel interagiranno con esso. Quando noi avremo un reale ambiente di sensori a LED ed i nostri vestiti potranno comunicare tra loro, con i negozi e con gli eventi, a quel punto avremo aperto un mondo di possibilità inesplorate. Noi non possiamo ancora comprendere quello che ciò potrà significare! Drinkwater ha dichiarato: “Gli abiti connessi ci permetteranno di comunicare in una maniera completamente nuova… le possibilità saranno incredibilmente eccitanti”.

Ma quello che in seguito arriverà alla moda connessa dipenderà dalla maniera in cui si evolverà la tecnologia.

Ildeniz ha detto che sia i sensori che il processo di alimentazione potranno essere contenuti nel nostro telefono.

“La ricerca è sempre intenta a ballare fra i due estremi” ha detto “ma la sola cosa che è certa, è che il mondo sarà pieno di sensori connessi. L’unica questione consisterà nel decidere come utilizzarli: come ad esempio di contare quanti pasti abbiamo fatto in un giorno, o mostrare il nostro stato emozionale a coloro che ci circondano e che hanno una t-shirt interattiva”.

Un altro ostacolo sono le dimensioni nell’elettronica, ed è per questo che Intel propone ‘Curie’, un sistema su chip della taglia di un bottone, che può interpretare i sensori, analizzare le informazioni e trasferirle via Bluetooth.

Ci sono anche altre sfide come quella ad esempio del lavaggio dei vestiti. La maggior parte degli abiti di fitness utilizzano un chip utilizza con una specie di ‘rondella’ che può essere tolta per poterli lavare; ma anche su questo bisogna fare dei progressi.

Francesca Rosella dice che le creazioni della sua azienda sono sicuramente tecnologicamente avanzate e complesse, ma il loro scopo principale resta che le persone abbiano veramente l’intenzione di indossarle.

Lei afferma che la sua linea di prêt-à-porter può essere lavata in acqua a 30 gradi con dei detergenti classici, e che i tessuti più delicati dovranno essere lavati a secco.

“Per due anni abbiamo effettuato test di lavaggio per potere essere in grado di mettere sul mercato non solo un prodotto alla moda ma anche della tecnologia indossabile che può essere adoperata normalmente e con il valore aggiunto della ricerca, della creazione e di una bella interattività che sembra quasi magica”

Dunque, a questo punto la sola scusa per non portare una t-shirt interattiva è soltanto perché la si è dimenticata sotto una grossa pila di biancheria da lavare.

 

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ROSARIA MACAIONE

ROSARIA MACAIONE

Esperta in Elettronica ed Elettrotecnica.
Responsable Wearable Electronics & Computing
ROSARIA MACAIONE

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