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Leggendo l’articolo di Rosaria sui guanti intelligenti di Imogen Heap mi sono venute in mente alcune possibili applicazioni di questa tecnologia wireless.
Proprio partendo dal concetto che i movimenti del corpo umano possono essere infiniti questa tecnologia può avere infinite applicazioni.

La musica che ha immaginato la Heap è già di per sé applicazione grandiosa. Quante volte abbiamo fischiettato o mormorato motivetti nati nella nostra mente e mai abbiamo pensato di tradurli in musica scritta. Ora noi stonati (come campane »sorde » diceva mia madre), noi che non capiamo nulla di solfeggio e noi che mai e poi mai metteremmo le mani o le labbra su uno strumento musicale, ora tutti noi possiamo finalmente creare le nostre armonie.

Penso alle persone autistiche, agli ipoudenti a tutti coloro che hanno difficoltà a comunicare e che avranno un nuovo strumento per esprimersi in una lingua universalmente condivisibile.Lingua-dei-segni

E se invece di collegare al movimento il suono collegassimo i colori, la luce, i movimenti d’acqua, la stampante 3D potremmo creare meravigliose opere d’arte. L’essere umano diverrebbe capace di esprimersi come mai nella sua storia.

Penso che finalmente la lingua dei segni potrebbe dare VERAMENTE la voce a tutti coloro che non hanno il dono della parola e questi potrebbero finalmente essere compresi da tutti in tutte le lingue e senza bisogno di intermediari.

Se si riuscisse a codificare il segno che indica ‘Italia’ con il suono ‘Italia’ o ‘Italy’ o ‘Italie’, ogni volta che una persona affetta da mutismo , infilati i guanti intelligenti, fa questo segno, magari un piccolo altoparlante nascosto nel colletto della sua camicia potrebbe riprodurre il suono ‘Italia’ o ‘Italy’ o ’Italie’ (basterebbe impostare la lingua in cui si desidera esprimersi). Chi non conosce la lingua dei segni potrà liberamente interagire con chi non è in grado di articolare la voce.
Si potrebbe andare ancora oltre. Una persona muta o sorda o no potrebbe comunicare con una persona sordocieca se ai movimenti della lingua dei segni venissero associati non più suoni ma vibrazioni.

Spero veramente che questi miei liberi pensieri diventino al più presto realtà e mi auguro che questa capacità di codifica venga da noi Italiani proprio perché siamo conosciuti in tutto il mondo per la nostra gestualità e capacità di farci comprendere.

Personalmente non ho né le capacità tecniche o le conoscenze scientifiche per realizzare un dispositivo di questo genere. Mi piacerebbe però poterne parlare con qualcuno che sia in grado di mettere in pratica queste mie fantasie e magari insieme creare qualcosa di interessante: l’hardware ed il software dei guanti è disponibile in open source.

Sicuramente ci sarà qualcuno interessato. Perché non creiamo una comunità per sviluppare qualcosa di grande?

Romana Cardinale

Romana Cardinale

Stilista e Responsabile E-cucito.
Art Director, Esperta E-textile e Responsabile progetti.
Web Designer.
Romana Cardinale

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