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MICROCONTROLLORI ED ELETTRONICA INDOSSABILE

MICROCONTROLLORI.

Benvenuti a Tutti!

Oggi iniziamo a conoscere veramente i microcontrollori.
Non parlerò di quelli classici e squadrati come Arduino Uno o altri dello stesso genere ma scopriremo insieme quelli che possono facilmente e praticamente essere inseriti all’interno di un progetto di elettronica indossabile.
A partire da questo articolo spiegheremo come costruire e programmare i nostri futuri capi elettronici.

Un microcontrollore non è altro che un piccolo computer. Certo un computer abbastanza diverso da quello a cui siamo normalmente abituati e con cui lavoriamo quotidianamente sotto forma di desktop o di smartphone: questo genere di ‘computer’, ci rendiamo conto da soli, difficilmente potrebbe essere incorporato in un nostro capo di abbigliamento.
È in questo senso che il movimento del ‘Wearable computing’ ha iniziato a muoversi già da diversi anni per trovare qualcosa che fosse più adatto ad un progetto tessile.
Si è partiti dai microcontrollori classici che già rispondevano alle necessità di esplorazione e calcolo del mondo fisico in maniera abbastanza soddisfacente e progressivamente si è cercato di adattarli ad un uso più corporeo.

Abbiamo cArduinoUno_R3_thumbitato Arduino ed il suo mondo perché tutti i microcontrollori di cui tratteremo sono Arduino compatibili. È stato un processo facile perché la piattaforma open source di Arduino grazie al contributo di migliaia di hobbisti, maker, ecc. si è sviluppata a tal punto da rendere accessibile al mondo del wearable questi dispositivi. Arduino nel nostro caso significa sia Hardware che Software.

Iniziamo con l’Hardware.

Le schede Arduino sono dei circuiti stampati che contengono un microcontrollore ed i suoi relativi componenti e circuiti. Essi hanno anche dei pin breakout (INPUT/OUTPUT per dispositivi connessi), dei LED statici, un bottone di resettaggio, ecc.
Quindi il microcontrollore è uno strumento perfetto che ci evita di realizzare il nostro circuito da soli.
Dal concetto di base si è poi arrivati ad una vasta serie di configurazioni e varietà di prodotti che potrete trovare nell’immagine allegata.

Il microcontrollore più gettonato fra i nuovi adepti è Arduino Uno. Esso ha una discreta quantità di funzioni tutte facilmente disponibili ma, per l’elettronica indossabile, la sua forma e le sue dimensioni risultano essere ingombranti e poco adatte.

Per ovviare agli inconvenienti dati dagli angoli aguzzi e dalla grandezza è stata creata la piattaforma di LilyPad Arduino.

La scheda principale di LilyPad Arduino, come anche gran parte degli altri elementi, è stata realizzata di forma rotonda con tante linguette forate ai suoi bordi. Assomiglia tanto ad una margherita e questo è già carino di suo, no?
LilyPadUSB_thumbLa sua forma è volutamente arrotondata per evitare che eventuali spigoli fuoriescano dal capo o possano ferire la nostra pelle. Le linguette che la circondano (quasi dei petali) sono forate alle loro estremità giusto per permetterne la cucitura con del filo conduttivo. Il numero di pin INPUT/OUTPUT di LilyPad è lo stesso di Arduino UNO.
Insomma chi l’ha creata l’ha resa perfetta per tutti i progetti di Wearable Technology ed elettronica indossabile.

In una buona parte dei progetti di cui noi parleremo in futuro troveremo spesso la scheda LilyPad Arduino Simple, che è la versione più semplice e più adoperata di questa famiglia di microcontrollori per l’abbigliamento. In essa vi è qualche pin in meno, c’è un connettore JST per la connessione di una batteria e c’è perfino un piccolo interruttore ON/OFF. Ma di tutto ciò parleremo nello specifico nell’articolo dedicato a LilyPad Arduino Simple.

ROSARIA MACAIONE

ROSARIA MACAIONE

Esperta in Elettronica ed Elettrotecnica.
Responsable Wearable Electronics & Computing
ROSARIA MACAIONE

Commenti. (2)

  1. massimo

    VORREI AVERE UNA RISPOSTA DEL VOSTRO SITO PERCHE’ SOMO INTERESSATO A RIICEVERE UN VOSTRO AIUTO.

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