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Il 29 maggio 2015 a San Francisco durante la conferenza annuale di Google I/O developers, Google ha presentato il “Progetto Jacquard” ovvero un nuovo tessuto high-tech in grado di trasformare interamente il nostro guardaroba perché riesce ad integrare completamente la tecnologia tattile nei capi di abbigliamento.

Il tessuto conduttivo non è una novità e Ivan Poupyrev, responsabile Google del programma ATAP (Advanced Technology and Projects lab) dice: “Se in un tessuto si sostituiscono dei normali fili con dei fili conduttivi, si dovrebbe essere in grado di tessere qualcosa che sia capace di riconoscere tutta una serie di semplici tocchi.”. Ed ancora: “Dobbiamo andare oltre la novità ed il singolo caso d’uso, dobbiamo muoverci verso una tecnologia alla moda e funzionale”.

Ivan Poupyrev

Ivan Poupyrev

Google si è rivolto alla Levi’s Strauss per creare una collezione moda denim che incorpori questo geniale tessuto. Un po’ come quando per i Google Glass si rivolse alla stilista Diane von Furstenberg per rendere gli “occhiali” più chic e portabili.

Paul Dillinger (vice president of global product innovation del marchio Levi’s) ha dichiarato: “Cosa hanno in comune la marca di jeans più conosciuta al mondo ed un colosso della tecnologia? Il marchio Levi’s e Google condividono una distinzione: le nostre innovazioni hanno trasformato il modo in cui le persone vivono. Il Blue jeans ha cambiato per sempre il modo in cui la gente si veste, mentre la tecnologia di ricerca di Google ha trasformato il modo in cui il mondo scopre informazioni. “. Ed ha aggiunto: “ Il lavoro che Google e Levi’s stanno per intraprendere con Project Jacquard offre un nuovo valore ai consumatori: un abbigliamento emotivo e funzionale. “

Il progetto Jacquard rappresenta il risultato di anni di sforzi per sviluppare dei fili intelligenti e connessi che guardano, sentono ed agiscono e che come il filo tradizionale sono in grado di sopportare il calore del ferro da stiro, e possono sopravvivere a migliaia di giri in lavatrice ed asciugatrice.

Presso il laboratorio ATAP di Google i ricercatori hanno scoperto che solo una piccola parte di un indumento deve essere interattiva per essere efficace, hanno così progettato un chip (grande come un pulsante) che riceve i segnali inviati dal movimento delle dita sul filato incorporato nel tessuto.

Il tessuto diventa il vero ‘Touchscreen’ di smartphone o altro dispositivo mobile, integrato nel capo di abbigliamento.

Nel suo video di lancio di Jacquard Google mostra prove di costruzione abbigliamento di lusso con i progettisti e stilisti. Mostra anche un sarto di Savile Row a Londra che integra un dispositivo in modo invisibile nella giacca da uomo. Questo per provare che l’interattività può funzionare, sia come parte integrante del disegno sartoriale o rendendola invisibile grazie alla destrezza degli artigiani più tradizionali.
Durante lo show Google ha mostrato come alcune pezze di questo tessuto rispondevano al tocco ed ai gesti: il tessuto diventa lui stesso sensibile. Ad esempio si potrebbe controllare il volume del proprio lettore musicale scorrendo il dito sulla gamba del pantalone, o rispondere al telefono toccandosi il bavero.
Considerate le possibilità: un tessuto conduttivo con queste capacità e per di più integrato con i dispositivi come smartphone, tablet e smartwatches. Scatenate la vostra immaginazione!

Project Jacquard

Paul Dillinger ha sottolineato che questo progetto non corrisponde ad un vero e proprio lancio ma ad una piattaforma aperta alle opportunità dentro la quale si può dare forma a tutte le applicazioni a cui non abbiamo ancora pensato.

Sempre durante la conferenza Google ha presentato il Progetto Soli: un minuscolo sensore radar che permette di controllare i dispositivi con il movimento delle dita senza bisogno di touchscreen.

I dispositivi indossabili sono sempre più piccoli. Le nostre mani e le nostre dita sembrano non tenere il passo.

È per questo motivo che i tecnici ATAP di Google stanno lavorando su come potere controllare esclusivamente con semplici gesti delle mani o delle dita i dispositivi che utilizziamo.

La tendenza alla miniaturizzazione ha compiuto un salto di qualità: la scomparsa!

Project Soli

Infatti se il ‘Progetto Soli’ un giorno diventerà realtà, non esisteranno più smartphone o smartwatches perché potremmo controllare tutti i dispositivi tecnologici solo attraverso i gesti.
Le nostre mani sono sempre con noi, abbiamo imparato ad usarle da bambini e siamo bravissimi a muoverle a nostro piacimento.
Saranno proprio le nostre mani l’unica interfaccia di cui avremo bisogno per comandare ed usare ogni tipo di dispositivo indossabile.
Naturalmente, esistono già interfaccia basati sui gesti. Il Kinect o la PlayStation Move, utilizzano le telecamere per rilevare i movimenti ma il problema è che questi lavorano soltanto quando c’è uno spazio visivo libero e risultano completamente inutili al buio.

I tecnici della Google hanno pensato alla splendida invenzione del Signor Hertz: il RADAR!

Soli è un chip che capta i segnali radar provenienti da diverse migliaia di minuscole antenne. Queste microscopiche antenne creano un campo in grado di intercettare anche il più piccolo movimento delle dita, rilevano quando incrociamo le falangi o riescono a registrare i segnali di entrambe le mani contemporaneamente.

Ora bisogna solo creare il linguaggio, il vocabolario che permetta di interpretare il gesto consentendo poi di poterlo integrare in tutti i tipi di dispositivo. In teoria, un giorno, potreste accendere la luce di casa schioccando semplicemente le dita, o alzare il volume del vostro impianto hi-fi ruotando un quadrato immaginario in aria. Tutti a scuola di mimo!

Ad oggi il ‘Soli Project’ è ancora in fase di ricerca anche se i progressi sono impressionanti. In soli 10 mesi, il prototipo è passato dalla dimensione di un tostapane a quello di un chip grande quanto un unghia di bambino (circa 1cm quadrato). Il gruppo di lavoro ha ancora a disposizione 8 mesi di tempo prima della chiusura del progetto biennale.

Entro la fine dell’anno il Laboratorio ATAP di Google prevede di rilasciare il dispositivo agli sviluppatori per vedere cosa si può fare con esso. Google non vuole necessariamente costruire qualcosa di proprio con questo chip, ma potrebbe offrirlo come progetto di riferimento per i produttori di dispositivi intelligenti.

Romana Cardinale

Romana Cardinale

Stilista e Responsabile E-cucito.
Art Director, Esperta E-textile e Responsabile progetti.
Web Designer.
Romana Cardinale

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